Il processo di selezione è stato piuttosto semplice: due colloqui consecutivi con due figure dirigenziali, uno incentrato sugli aspetti personali e motivazionali, e l’altro teoricamente dedicato alla parte tecnica. Quest’ultimo si è rivelato il più banale che abbia mai sostenuto nella mia carriera: le domande erano generiche e non approfondivano aspetti concreti del ruolo, al punto che mi sono trovato io stesso a spiegare concetti tecnici durante la conversazione.
Dopo il secondo colloquio, mi è stato chiesto di indicare il periodo necessario per concludere il mio rapporto con la precedente azienda, così da iniziare quanto prima. Tuttavia, il contratto non mi è stato fornito subito: mi è stato spiegato che lo avrei ricevuto solo poco prima o addirittura all’inizio della collaborazione. Questo mi ha portato a lasciare il mio precedente impiego senza avere in mano un documento formale.
Quando infine ho ricevuto l’offerta scritta, le condizioni erano diverse da quelle discusse verbalmente: la retribuzione concordata verbalmente era di circa 1.400€ netti mensili, ma il contratto prevedeva un importo di circa 936€ netti per i primi tre mesi, con la promessa di un aumento successivo. In aggiunta, mi era stato detto che avrei potuto raggiungere la cifra concordata tramite bonus, ma non è mai stato chiarito come e quando tali bonus sarebbero stati erogati. Successivamente, mi è stato comunicato che l’importo netto sarebbe rimasto comunque lo stesso, rendendo la promessa iniziale sostanzialmente irrealizzabile.
A quel punto, non avendo più un’altra occupazione, mi sono trovato costretto ad accettare.
Suggerisco di definire fin da subito in maniera chiara e scritta tutte le condizioni contrattuali, compresa la struttura retributiva e l’erogazione di eventuali bonus, così da evitare fraintendimenti e tutelare entrambe le parti.