Il primo contatto si è svolto telefonicamente. La persona incaricata della selezione si è posta in maniera estremamente formale, quasi ostentata, irrorando il discorso con una sfilza di anglicismi del tutto avulsi dal contesto. Un'impostazione che, pur rasentando la prosopopea, lasciava quantomeno presagire un iter selettivo di alto livello e una gestione del candidato altrettanto rigorosa.
Purtroppo, a questa impeccabile "facciata" non è corrisposta alcuna sostanza. Trascorse diverse settimane dal colloquio senza ricevere alcun feedback, ho inviato una garbata mail di follow-up. Mi è stato risposto che l'azienda era ancora "in fase di decisione". Curiosamente, però, notavo che il medesimo annuncio continuava a essere ripubblicato senza sosta sui vari portali lavorativi.
Sia chiaro: non essere il profilo scelto è un'eventualità che accetto con la massima serenità. Quello che trovo inaccettabile è l'incoerenza. Da professionisti che sfoggiano un vocabolario così "corporate" ed elevato, mi sarei aspettato il comportamento basilare di comunicare un esito negativo. Invece, a distanza di mesi, sono stato semplicemente ignorato (fenomeno di ghosting, per usare un termine a loro forse caro) e la posizione risulta ancora aperta.
Preso atto di questo modus operandi, non mi sono più fatto sentire e ho provveduto a eliminare definitivamente il mio account dal database aziendale. Se questo è il biglietto da visita e il rispetto riservato alle persone in fase di recruiting, è un'esperienza da cui in futuro preferisco tenermi alla larga.